LA MUSICA RITROVATA

L’Essere Umano è un essere musicale. Tutto nel suo corpo parla di musica: nella geometria che lo compone, nei suoni della sua voce, ma anche in quelli degli organi che, nel movimento, emettono debolissime frequenze oggi rintracciabili solo da sofisticati apparecchi che ne rilevano gli infrasuoni. L’organo principe nell’emissione sonora è certamente il Grande Imperatore che dispone di una carica elettrica 160 volte superiore a quella del cervello e una carica magnetica 5000 volte superiore rispetto a quella del cervello. Parlo del Cuore, organo da sempre presente nelle storie e nelle immagini mentali di tutti i popoli, come l’Organo “Vitale” per eccellenza. Senza un Cuore pulsante la Vita non potrebbe esistere e senza i suoni, oggi codificati, della sistole e della diastole, non potremmo rappresentare la regolare alternanza tra contrazione e rilassamento, suono e silenzio, che contraddistinguono la Vita. L’osservazione di questa alternanza fisica mostra che ogni attività umana (ma non solo), derivando da questo meccanismo basico, è regolata da momenti di azione alternati a momenti di riposo. Mancando questa alternanza è facile intuire che un eccesso in un senso o in un altro, può indurre nel sistema umano una modificazione tale da condurlo alla malattia, intesa come perdita di quell’equilibrio fondamentale basato sulla dualità azione/riposo, suono/silenzio. La nostra società è strutturata su un eccesso di azione che genera una saturazione sonora nel movimento continuo, quasi mai intercalato dal necessario riposo. Il nostro Sistema Nervoso quindi si trova in uno stato di allerta continuo, con sovrastimoli  che nel tempo conducono a scompensi fisici anche a partire dal periodo pre-adolescenziale. La musica cosiddetta commerciale ne è un’espressione molto chiara, in quanto priva delle pause che, oltre a riposare le nostre orecchie, generano maggior interesse per i suoni successivi. Ritrovare la nostra musica significa ricontattare questo principio basico che regola in salute non soltanto i movimenti di tutto il pianeta, ma anche di tutto l’Universo, di cui l’uomo è parte e specchio. Fermarsi nell’ascolto di questa salutare alternanza significa ritrovare un ritmo più consono alla nostra Natura Interiore, ricordandoci che è nella lentezza che possiamo acquistare la massima Coscienza del vissuto presente. Anche recuperare il vero ascolto della Musica, non solo come suono di sottofondo, può aiutare in questo. Da bambino ero abituato a farlo. Mi siedevo e lasciavo che il suono di una canzone o di una sinfonia facesse emergere in me le immagini che mi evocava. Niente di più semplice, sedersi, chiudere gli occhi, aprire le orecchie e farsi trasportare.

Andrea Casaccio

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