DERMORIFLESSOLOGIA E CAMPANE TIBETANE

La Dermoriflessologia è una disciplina olistica che nasce con l’intento di promuovere il benessere psico-fisico dell’Essere Umano. Partendo dalla mappatura cutanea scoperta dal grande neurologo friulano Giuseppe Calligaris (1876-1944), la tecnica che utilizza è una tecnica riflessologica che usa la pelle come specchio della sfera psichica e somatica. La cute è attraversata da linee e placche nelle quali è inscritta la memoria genetica ed esperienziale dell’individuo, sia sul piano fisico che sul piano emozionale. Attraverso l’indagine dello stato energetico dell’individuo possiamo così individuare gli squilibri propri della persona per proporre una azione di auto-conoscenza e di riequilibrio su vari livelli dell’Essere. Risulta sempre più evidente agli occhi della moderna scienza ciò che al neurologo friulano risultava già evidente più di un secolo fa: l’Essere Umano è un crogiolo di energie invisibili, punto di incontro di forze sottili superiori che, riflettendo i propri movimenti interni e quelli dell’Universo, si muove, a seguito delle esperienze che ha vissuto, in forma automatica, dimentico di Ciò che lo ha condotto a vivere questa esperienza sensibile, di Ciò che è la sua Vera Radice. Così, quello che avviene nel Corpo è il risultato di ciò che molto in anticipo è avvenuto negli strati più profondi della persona. Memorie Genetiche, Pensieri, Parole, Emozioni, Immagini, costituiscono l’insieme di energie sottili che strutturano il nostro corpo fisico e la nostra vita interiore condizionandoci anche nelle nostre scelte di Vita. Grazie alla Dermoriflessologia è possibile prendere coscienza degli automatismi che ci guidano nel quotidiano per favorire un autentico cambiamento. Pratico da 3 anni la Dermoriflessologia, fondata da Flavio Gandini e Samantha Fumagalli e basata sulla mappatura Calligaris. Essendo studioso e appassionato di campi frequenziali applicati al corpo umano, trovo che l’utilizzo di frequenze elettriche così come di frequenze sonore o luminose, sia molto interessante per sostenere tutte quelle persone che vogliono affiancare alle terapie tradizionali, delle tecniche di supporto capaci di considerare l’Essere Umano nella sua globalità come entità psico-fisico-animica, che nel momento del massimo disagio (la malattia o un particolare stato di stress) ha la necessità di recuperare questa fondamentale triade unitaria. E’ noto che la pelle nasce embriologicamente dallo stesso foglietto germinativo del Sistema Nervoso Centrale, ovvero l’ectoderma, come se pelle e sistema nervoso fossero il lato A e il lato B dello stesso strato embrionale. Da qui è facile intuire che le stimolazioni cutanee, soprattutto effettuate sulla mano come facciamo noi dermoriflessologi, contengano in sé la possibilità di inviare una informazione precisa alla corteccia cerebrale che, elaborando il messaggio ricevuto, può re-inviare un input di riposta all’organo stimolato. Calligaris è stato un vero e proprio antesignano di quella che oggi in Occidente  chiamiamo Psico-Somatica, intuendo che ogni organo rappresenta l’intelligenza fisica di una funzione psichica superiore. Individuò così la TRIPLICE CORRISPONDENZA PELLE-ORGANI-EMOZIONI, come se la pelle fosse  una sorta di cartina tornasole in cui sarebbero riflesse le memorie dell’individuo, la sua storia organica e psichica, e aprendo così le porte ad una visione molto più allargata e unitaria dell’Essere Umano, fino a quel momento divisa tra le varie discipline senza che tra queste ci fosse soluzione di continuità. Questa visione di Calligaris ben si integra con la millenaria Conoscenza orientale dell’ Uomo visto sotto una visione che oggi definiremmo olistica (OLOS=tutto/intero). Non sono rare nei suoi libri le citazioni a fonti di testi sacri come i Veda o altri ancora. Il suono rientra a pieno titolo tra le forme che possibilmente sono in grado di influenzare le strutture sottili dell’uomo grazie alla sua capacità trasduzionale, quella capacità cioè di trasformarsi da energia meccanica ad energia elettrica ed elettromagnetica all’interno del corpo umano. Da musicista e compositore oltre che da studioso dell’impatto che provoca il suono sulle strutture fisiche del corpo umano, sono oltremodo convinto che il suono sia in grado di determinare uno stato di modificazione emozionale e fisiologica, come se fosse quindi un’altra forma di nutrimento, cui troppo spesso siamo poco attenti nella nostra cultura, senza trascurare che insieme all’orecchio, il suono viene percepito prepotentemente e in egual misura dalla cute. Prova ne è il sempre maggiore numero di musicisti ipoacusici che riescono a suonare strumenti non solo percussivi ma anche melodici o armonici. Dopo aver partecipato al Seminario “Le Campane e la voce per la Medicina Integrata” tenuto da Mauro Pedone e Luca Marchioni, ho compreso fin da subito la grande potenzialità delle Campane Tibetane, sia per le loro proprietà intrinseche, sia per l’uso specifico che ne fa Mauro. Così ho deciso di usarle fin da subito prima dell’inizio delle stimolazioni con la macchina dermoreflex. I risultati sono stati inaspettati quanto sorprendenti. Utilizzando la tecnica del “Veliero” in abbinata con quella de “I tre centri” prima del lavoro elettro-frequenziale, ho constatato che tutti i clienti vengono “preparati” alla stimolazione successiva  trovandosi in uno stato di più profonda e migliore (in termini qualitativi) ricezione. E’ evidente che le campane sono in grado di ripulire il campo energetico delle persone da forme-pensiero o carichi emotivi che ne possono aver alterato irregolarmente l’intensità. Ciò significa che in presenza di un campo energetico (elettromagnetico) con picchi in eccesso o in difetto (quindi uno stato di in-coerenza frequenziale), le campane dispongono della proprietà di riportare questo campo di energia sottile ad uno stato di coerenza che si manifesta visibilmente con una condizione di rilassamento e lieve alterazione (positiva) della coscienza. Lavorando sulle tre macro-aree  di cui è costituito il corpo umano (area pelvica/bacino/addome, area toracica/asse cuore-polmoni e testa), utilizzando intervalli di quinta e ottava è possibile ristabilire l’armonia emotiva perduta.  Un’altra sorpresa è arrivata dall’utilizzo delle campane durante la seduta. Può capitare che una persona che contatti dei temi particolarmente rilevanti nella sua esperienza di vita, soprattutto nella fase di utilizzo delle frequenze che “muovono” il corpo astrale, si ritrovi in uno stato di lieve agitazione o di nuovo disequilibrio. Anche in questo caso le campane vengono in aiuto perché il loro suono, in virtù delle proprietà di cui sopra, interviene a rimettere in asse lo scompenso energetico favorendo il recupero dell’equilibrio. Il tutto in maniera fisiologica e dolce. La sperimentazione prosegue con grande efficacia e sembra che le frequenze elettriche e le frequenze sonore delle campane tibetane trovino un accordo armonico sorprendente. Cosi come l’impulso elettrico è fatto di un’onda che raggiunge un picco e poi decade ritmicamente e costantemente, allo stesso modo il pieno ed il vuoto delle campane riportano l’essere Umano alla sua dimensione più ancestrale, riconnettendolo con l’Universo Interiore che più gli appartiene, la sua vera Casa, in cui è possibile, nell’intimità, accedere ai suoi segreti più profondi per togliere il velo a ciò che vive in lui e che, una volta conosciuto, non farà più paura.

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